di Leonello Bei
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Ritratto di Federico da Montefeltro di Piero della Francesca (1) |
Fino a pochi anni fa parlare di Federico da
Montefeltro in riferimento ai suoi natali, era un argomento fortemente
avversato e quasi proibito. Schiere di studiosi prevalentemente urbinati
facevano fuoco di sbarramento su chiunque mettesse in dubbio la sua purezza
feltresca. Dopo le pubblicazioni La Doppia Anima, la vera storia di
Ottaviano Ubaldini e Federico da Montefeltro e Vita e gesta del
Magnifico Bernardino Ubaldini della Carda entrambi di Bei e Cristini, le
posizioni si sono notevolmente ammorbidite lasciando spazio oggi a opinioni
diverse che supportate da una notevole documentazione si possono così
sintetizzare. Bernardino Ubaldini della Carda, figlio di Ottaviano e Bochina
Varano di Camerino, nel 1421 sposò Aura da Montefeltro, figlia di Guidantonio
signore di Urbino. Bernardino era conte del castello della Carda e di quello di
Apecchio con i loro vasti territori, era inoltre comandante dell’esercito che
suo padre Ottaviano aveva istituito anni prima assieme a Guidantonio di Urbino
per sostenere le parti di re Ladislao d’Angiò nella guerra che questi conduceva
per ampliare i suoi domini. Tra una campagna militare e l’altra mise al mondo
due figli maschi fatti con Aura ed altri illegittimi avuti con altre donne. Il
primo fu Federico che nacque a Gubbio nel giugno del 1422. Per essere presente
a questa nascita Bernardino tornò espressamente da Napoli, dove stava
combattendo con Braccio Fortebracci da montone, tornò perché doveva discutere
del futuro di questo bambino che era molto più importante della sua condotta
militare. La situazione ereditaria nello stato di Urbino si stava facendo
critica, Guidantonio era sposato con Rengarda Malatesta, la quale malata ed
avanti con l’età risultava sterile; il conte di Urbino aveva già avuto due
figlie, Aura e Bianca, con altre donne, ma non gli servivano per la successione
al governo di Urbino; decise quindi di inserire il suo primo nipote maschio
Federico, figlio di Aura, facendolo passare per un suo figlio illegittimo. In
questo modo sarebbe stato più facile farlo legittimare dal Papa per la
successione, inoltre avrebbe avuto il vantaggio di avere il suo cognome fin
dalla nascita. I patti da discutere e stabilire con i veri genitori erano
molti, per cui Bernardino tornò di persona per mettere condizioni ed avere assicurazioni
da Guidantonio, perché poi di fatto, avrebbe rinunciato per sempre al suo
figlio primogenito.
A supporto di quanto appena detto forniamo le
dichiarazioni che alcuni storici hanno scritto nel tempo. Oderigi Lucarelli di
Gubbio così dice: “Anche il conte Bernardino Ubaldini, celebre guerriero sui
primi del quindicesimo secolo ebbe il suo abituale domicilio in Gubbio e dal
suo matrimonio colla contessa Aura di Montefeltro nacque nella nostra città il
7 giugno 1422 quel gran Federico che divenne poi duca d’Urbino”. Di seguito
abbiamo una dichiarazione fatta da papa Pio II: “Trovandosi Guido senza
figlioli maschi, perché lo stato rimanesse pur nel suo sangue, finse che una
sua concubina si ingravidasse di lui ed essendo nato un figliolo a Bernardino
della Carda, quello supposto per suo nominollo Federico e come tale lo fece
allevare e nutrire”. Altra dichiarazione ancora è riportata da Vincenzo
Giobbi Fortebracci che tra l’altro dice: “Questo Federico fu figliolo di
Bernardino Ubaldini signore della Carda e per le sue rare qualità Guidantonio
di Montefeltro conte d’Urbino, adottandolo in figlio, lo lasciò erede dello
stato”. Neanche l’abate Eugenio Gamurrini si esime dal darci la sua versione
dei fatti: “Bernardino sudetto generò Ottaviano conte di Mercatello che fu
padre di Bernardino e Federigo duca d’Urbino che fu padre di Guidubaldo”.
Ruderi del Castello della Carda nei pressi di Serravalle di Carda (PU) |
Federico viene dunque legittimato come figlio di
Guidantonio e accolto a corte. Due anni dopo nasce Ottaviano, ma in questo caso
Bernardino non si preoccupa di tornare, non c’è nulla da discutere su di lui
quindi lo vedrà quando finirà la sua campagna militare. Nel 1423 muore Rengarda
Malatesta e Guidantonio si risposa con Caterina Colonna nipote di Papa Martino
V. Dopo vari tentativi nasce Oddantonio, a questo punto Guidantonio non esita
un attimo a dichiarare Federico illegittimo e a mettere come suo successore
Oddantonio, dopodiché allontana dalla corte Federico perché Caterina non lo
vuole e lo affida ai monaci dell’abbazia di Gaifa. Riguardo a questo Filippo
Ugolini dice: “È cosa che passa ogni credenza per un padre dichiarare bastardo
il proprio figlio primogenito in onta al vero”. Bernardino e Aura vigilano sul
figlio, ma non possono riprenderlo con loro, sarebbe come ammettere
pubblicamente la strategia che avevano messo in atto poco tempo prima e quindi
suscitare molte polemiche. Nel modo meno appariscente possibile, i veri
genitori decidono di affidarlo a Giovanna Alidosi, vedova da poco di Bartolomeo
Brancaleoni e signora di Mercatello, Sant’Angelo in Vado e di altri sedici
castelli di Massa. In quel periodo la Massa Trabaria era ancora autonoma e
sotto il dominio dei Brancaleoni poiché anche Casteldurante apparteneva a
Galeotto e Alberico membri di quella famiglia. Giovanna Alidosi aveva una
figlia dell’età di Federico chiamata Gentile, i due crebbero insieme e tra di
loro venne combinato un matrimonio quando avevano ancora l’età di otto anni. Il
4 aprile 1443 a matrimonio avvenuto, Federico acquisirà i beni della moglie;
Mercatello sarà elevato a rango di contea e lui ne sarà il primo conte.
Bernardino che fino ad allora aveva combattuto per Firenze come generale di
quella repubblica, la lascia senza preavviso a causa di una parola da lui data
che i fiorentini non avevano rispettato e decide di mettersi al soldo del duca
di Milano Filippo Maria Visconti. Durante l’intervallo tra le due condotte,
accoglie una richiesta di aiuto inviatagli da Città di Castello e va a
liberarla dall’assedio di Nicolò Fortebracci della Stella, ma poi la prende
egli stesso e la consegna nelle mani del suocero, come nuovo possedimento dello
stato di Urbino. Dopo un anno la città si libera a causa di una donna
bellissima e nelle vicende politiche che ne seguono, nelle quali si intersecano
il Papa, Milano e Venezia, Bernardino è costretto a dare in ostaggio i suoi due
figli: Federico che andrà a Venezia e Ottaviano che verrà inviato a Milano.
Questa è l’ennesima dimostrazione della loro fratellanza. Nel 1437 Bernardino
si ammala, lascia la sua compagnia di ventura a Federico e prima di morire lo
raccomanda a Filippo Maria Visconti perché lo prenda sotto la sua protezione e
ai suoi stipendi con tutti i suoi duemila quattrocento soldati. Raccomanda il
figlio quindicenne anche a Niccolò Piccinino, perché lo segua, lo istruisca e
lo tenga sotto le sue insegne fino alla maggiore età. A Ottaviano lascerà i
beni di famiglia ad Apecchio e alla Carda. Nel 1444 Oddantonio conte d’Urbino
muore, vittima di una congiura, e Federico rimasto ufficialmente ancora un
Montefeltro legittimato, viene acclamato a furor di popolo nuovo conte di
Urbino, e per amministrare chiamerà in suo aiuto il fratello Ottaviano che
arriverà da Milano dove era rimasto come consigliere personale del duca
Visconti. Federico divenuto primo condottiero d’Italia e generale delle armate
del re di Napoli, resterà lontano dal suo Stato anche per tre anni consecutivi,
lasciando Ottaviano a governare al suo posto; chi se non un fratello autorevole
alla pari del duca avrebbe potuto sostituirlo in questo modo. Assieme ottennero
anche il titolo di duca per Federico e l’innalzamento a ducato dello stato di
Urbino e lo ottennero proprio ad Apecchio, nel loro paese in mezzo alla loro
gente. Papa Sisto IV da due mesi assediava Città di Castello per toglierla alla
famiglia Vitelli, non riuscendoci decise di dare l’incarico a Federico da
Montefeltro, questi, assieme al fratello Ottaviano, convocò il nipote del papa
il cardinale Giuliano della Rovere (poi papa Giulio II), ad Apecchio i primi di
agosto del 1474 e qui, in cambio della città, fu concesso a Federico il titolo
di duca e fu combinato un matrimonio tra la figlia di questo, Giovanna, con
l’altro nipote del papa, Giovanni della Rovere. Il connubio tra un paese e due
fratelli aveva dato un formidabile risultato.
Federico avrà sette femmine e due maschi illegittimi,
Buonconte e Antonio che porteranno il cognome Ubaldini; il primo morirà ancora
bambino di peste a Napoli, il secondo avrà il titolo di conte e ruoli di
comando nell’esercito. Riportiamo a questo proposito un documento proveniente
dalla cronaca di Pietro Laurenzi del 1477: “Carlo Fortebracci in Val
d’Orcia, affrontò con mille e ottocento soldati il conte Antonio, figlio del
duca Federico d’Urbino che aveva tremila soldati […] la sera Carlo si diresse
verso Montone e Antonio Ubaldini (e non Montefeltro) restò a Lucignano in Val
di Chiana.”
Federico da Montefeltro e Ottaviano Ubaldini di Francesco di Giorgio Martini (2) |
Nel 1472 dalla seconda moglie Battista Sforza nascerà
Guidubaldo e questa nascita che dovrà continuare la stirpe di Federico viene
così registrata a pagina 157 degli Annali di Casa Ubaldini: “Nacque Guidubaldo Ubaldini in Gubbio li
29 gennaro, suo padre fu il duca Federico Ubaldini, figlio di Bernardino
Ubaldini conte della Carda, e fu detto Montefeltro per l’eredità auta e la
madre fu Batta (Battista) Sforza che morì in parto e non ebbe altri figli che
Guidubaldo. Certo è che Guidubaldo fu denominato da Montefeltro ed è certissimo
che fu degli Ubaldini figlio di Federico e nipote di Ottaviano signore di
Mercatello e d’altri luoghi in Massa Vaccareccia, fratello minore di Federico e
ambedue figli di Bernardino Ubaldini e di Aura di Montefeltro”. Si può dire
senza ombra di dubbio che la famiglia Ubaldini ostentava spudoratamente la
parentela con il duca.
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Federico da Montefeltro con il figlio Guidobaldo di Pedro Berruguete (3) |
Nel 1482 Federico muore lasciando Guidubaldo di dieci
anni; Ottaviano lo crescerà amorevolmente assolvendo in sua vece tutte le
incombenze dello Stato. Quando Guidubaldo verrà preso prigioniero a Sutri dagli
Orsini, lo zio pagherà il riscatto per la sua liberazione, ma poiché era
altissimo (cinquantamila ducati) per racimolare la somma fu costretto a vendere
parte del feudo delle Carpini (la porzione di Biscina) che apparteneva agli
Ubaldini dal 1260. Nel 1498 Ottaviano muore e Guidubaldo oltre a prendere pieno
possesso del ducato di Urbino eredita anche i beni personali dello zio, se non
ne fosse stato il vero nipote non avrebbe potuto farlo. Esiste nell’archivio
Ubaldini nel palazzo di Urbino un atto notarile riguardante il feudo delle
Carpini nel quale Guidubaldo per poterlo ereditare si dovette firmare Guidubaldo
Ubaldini da Montefeltro. Riguardo la morte di Ottaviano riportiamo la
cronaca scritta da fra Girolamo da Venezia che lo accompagnava durante il
viaggio: “Il conte Ottaviano Ubaldini fratello del duca Federico e zio di
Guidubaldo, figlio di Federico, trovandosi in Gubbio ed avendo precognisciuto,
come intendente d’astrologia, di dovere in questa città morire, subito e di
buona voglia in una lettiga portato se ne partì. Assalito da una febbre
nell’uscire dal contado di Cantiano, parlando parlando passò improvvisamente
all’altra vita e fu nel mese di giugno. Fu portato in Urbino nella cappella dei
conti, avendo governato lo stato circa diciassette anni per Guidubaldo suo
nipote dopo la morte di Federico suo fratello”.
Se tutto ciò presentato finora non fosse sufficiente,
vi sono svariati altri documenti tra cui una seconda dichiarazione di papa Pio
II che dice: “Dalla famiglia Ubaldina pervenne il duca Federico padre del
duca Guidubaldo che non era figlio naturale di Guidantonio da Montefeltro ma di
Bernardino della Carda” ed una bolla di Papa Sisto IV (proveniente dal
bollario al libro 8 pagina 96) che tra le altre cose dice: “Octavianus de
Ubaldinis comes Mercatelli frater Federici ducis Urbini”. Nei soffitti
della Galleria degli Uffizi a Firenze vi sono dipinte delle lunette di
personaggi illustri tra cui una che raffigura Federico e Guidubaldo con la
scritta Federico e Guidubaldo Ubaldini. Se vogliamo concludere con la
descrizione che un autorevole cronista, il Vasari, fa nel 1565 di un apparato
costruito a Firenze per festeggiare le nozze tra il principe Francesco dei
Medici e la regina Giovanna d’Austria, dove vengono riprodotti i personaggi più
illustri che la città ha avuto nel tempo, ebbene tra questi, benché fosse morto
da più di cento anni, viene raffigurato Bernardino Ubaldini della Carda con su
la scritta “Bernardo Ubaldini della Carda” e per meglio identificarlo
aggiunge “padre di Federico duca di Urbino”.
Certo, nel corso della storia ci fu anche chi cercò di
denigrare questo connubio tra i due fratelli; I Malatesta, con Sigismondo
sempre in guerra con Federico, i Brancaleoni, ai quali era stato tolto
Casteldurante, ed in seguito il duca Guidubaldo II della Rovere, il quale non
sopportando di provenire da una stirpe Ubaldini incaricò il suo segretario
Girolamo Muzio di far sparire ogni documentazione che dimostrasse la vera
provenienza di Federico. Ma la storia non si cancella, da ogni sportello di
archivio che si apra, la storia trabocca, riportando alla luce la verità e
cancellando così le menzogne.
Ruderi dei bastioni del Castello della Carda |
Per chi voglia approfondire questo argomento e
consultare le bibliografie delle notizie qui riportate consiglio:
La Doppia Anima, la vera storia di Ottaviano Ubaldini e Federico da
Montefeltro
di Leonello Bei e Stefano Cristini
Vita e gesta del Magnifico Bernardino Ubaldini della Carda di Leonello Bei e Stefano
Cristini
Le
origini di Apecchio, Le comuni radici con Città di Castello in duemila ottocento anni di
storia di Leonello Bei
© 2015 by Leonello Bei - Tutti i diritti riservati
(1) "Piero, Double portrait of the Dukes of Urbino 02 480" di Piero della Francesca - I MAESTRI DEL COLORE - 45 - Gentile da Fabriano ; Fabbri 1970. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikipedia - https://it.wikipedia.org/wiki/File:Piero,_Double_portrait_of_the_Dukes_of_Urbino_02_480.jpg#/media/File:Piero,_Double_portrait_of_the_Dukes_of_Urbino_02_480.jpg
(2) By Sailko (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons
(2) By Sailko (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons
(3) "Federico montefeltro and son" di Pedro Berruguete - Galleria Nazionale delle Marche, UrbinoNome in lingua localeGalleria Nazionale delle MarcheLocalizzazioneUrbinoCoordinate43° 43′ 26″ N, 12° 38′ 11″ ESitowww.artimarche.beniculturali.it. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Federico_montefeltro_and_son.jpg#/media/File:Federico_montefeltro_and_son.jpg
Complimenti!
RispondiEliminaDocumentato molto bene
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